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Il bondage, con il termine inglese  (=schiavitù, soggezione), si indica un insieme di attività sessuali basate sull’impedimento del partner di muoversi e di vedere. Dal light bondage, che consiste nel legare solo mani e/o piedi, si può arrivare a forme di annodamento complete, in cui si impedisce ogni movimento al sottomesso (chiamato“bottom”)o, addirittura, impedendogli il contatto con il terreno.

Secondo antichi manoscritti, la restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo a scopi erotici pare fossero pratiche già utilizzate dai Medi, un antico popolo iranico del VI sec a.C., antenato di quello attuale dei curdi.

Considerata da alcuni come una vera e propria forma di arte del sesso, se è una pratica condivisa e non imposta, non è una perversione. Si tratta di un sottile gioco di fiducia all’interno della coppia, per chi ha fantasie di dominio e per chi prova piacere all’idea di affidarsi completamente all’altro, sottomettendosi.

Le corde, o qualsiasi altro mezzo usato per legare, se da una parte stringono ed impediscono i movimenti del corpo, dall’altra fanno sentire la persona legata libera di abbandonarsi e godere delle emozioni.

Le tecniche del bondage possono essere le seguenti:

– la separazione o divaricazione di parti del corpo

– il collegamento di parti del corpo a oggetti esterni, muri o sostegni

– la sospensione del corpo a soffitti o sostegni

bondage sospensione

– limmobilizzazione completa del corpo, ovvero la mummificazione

A volte in associazione al bondage sono eseguite pratiche di dominazione psicologica e giochi sadomasochisti, con frustate, pene dolorose, solletico (il cosiddetto BDSM), il cui scopo è quello di far crescere nel partner sottomesso il senso di dominazione e di umiliazione. Se il partner dominante non possiede un sufficiente autocontrollo, diventa elevato il rischio di danni gravi per la salute e per l’incolumità del sottomesso. E’ dunque importantissimo praticare bondage né sotto effetto di droghe né con sconosciuti e di chiarire da subito cosa piace e cosa no, stabilendo una soglia – soggettiva per la coppia – da rispettare: lo scopo non deve essere quello di soffrire.

Per le coppie che volessero praticare bondage come un’arte, sono nati dei veri e propri corsi: basta cercare su internet quelli disponibili nella vostra città.

Scrive un utente

”legate in modo stabile la vostra compagna ad un letto, ad un tavolo o ad una poltrona, e bendatela: a questo punto, scatterà nella donna una certa apprensione, un’agitazione, giacché non vedrà e non saprà ciò che sta per succedere.
A questo punto, fate credere alla vostra partner che in casa sia presente un vostro amico, il quale vi osserverà mentre fate sesso, gustandosi in diretta i segreti della vostra arte erotica. Lei potrebbe eccitarsi di più.
A questo punto, potrete iniziare a sbottonarvi i pantaloni, strusciandovi in modo irregolare sulle sue guance…Sarà lei, a quel punto, a volerlo succhiare, presa fra l’eccitazione dello spettatore presente – di cui nulla sa – ed il desiderio di dare libero sfogo alla sua arte erotica.
A quel punto, per incrementare ulteriormente il mistero, usate un fallo di plastica rivestito con un preservativo, con il quale penetrarla, per far crescere la fantasia …”