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Il sesso anale “felice” per molte coppie è ancora un tabù, per tante altre un’abitudine consolidata.

Innanzitutto è fondamentale prepararsi mentalmente, ma altrettanto importante è la preparazione fisica: occorrono lentezza e gradualità, giorni, talvolta settimane di preparazione; sì all’uso del lubrificante. Ovviamente per “liberare la mente” occorre tempo e complicità. Affinché si provi piacere, la persona che si prepara ad essere penetrata deve essere rilassata ed eccitata, altrimenti l’ano si irrigidirà e qualsiasi tentativo di penetrazione arrecherà dolore.

In ogni incontro sessuale vissuto con irresponsabilità il pericolo è in agguato, ma nel sesso anale il rischio di contrarre malattie è duplice.
Anche se si è monogami e fedeli e non si soffre di alcuna malattia trasmissibile sessualmente, il retto è un punto in cui si accumulano diversi batteri: per questo motivo è fondamentale adoperare il preservativo e non introdurre mai nelle vulva, in vagina o in bocca, nulla che sia stato a contatto con l’ano, senza averlo lavato prima molto bene.

Per coloro che nutrono dei dubbi: gli uomini cui piace praticarlo con la propria partner non significa affatto che siano gay in modo latente. Nelle coppie eterosessuali, sei uomini su dieci provano piacere nel sentire il dito della compagna infilarsi nell’orifizio anale: stimola la prostata (zona altamente erogena) e dà piacere. Alcuni ritengono l’atto  poco virile e, collegandolo al concetto di omosessualità, lo aborrono oppure lo rinnegano come desiderio.

Molte meno sono le donne (3 su 10) che provano davvero piacere nel sentirsi infilare nel sedere il pene o anche solo un dito. Se viene stimolato contemporaneamente anche il clitoride, alcune assicurano di avere sensazioni sia vaginali che interne alla zona rettale e perianale; solo una minoranza di donne, invece, dichiara di raggiungere orgasmi anali. Le donne non convinte, non dovrebbero sforzarsi di praticare sesso anale solo per compiacere il partner: meglio aspettare. Alcune preferiscono evitare di praticarlo perché non genera in loro alcun tipo di piacere, perché provano dolore, paura o vergogna.

E avete mai sentito parlare di clismafilia? Una parafilia che consiste nel provare piacere dall’introduzione di sostanze nell’ano con l’utilizzo di clisteri. Nell’uomo l’inserimento di liquido nel retto può stimolare la prostrata facilitando l’erezione, rilassamento e piacere.

 

Il sesso anale è ancora oggi un tabù per molti. Ma perché piace molto a quelli che lo praticano? Prepararsi mentalmente, precauzioni e divieti per chi lo vuole provare.

ASPETTI PSICOLOGICI

sesso anale psicologiaSpesso fin da piccoli ci viene insegnato che quella parte del corpo è tabù e “non si fa!”, un antico retaggio che risale dai tempi della bibbia in cui i sodomiti veniva condannati a morte per lapidazione. Ancora ai nostri giorni ci portiamo dietro divieti mentali a dir poco ridicoli, basti pensare che solo nel 2003 gli USA hanno abolito le leggi che vietavano il sesso anale e che consideravano letteralmente l’ano come “orifizio illecito”.

Oggi è un desiderio di molti uomini ma solo alcune donne lo praticano. Il dato che emerge è che molte dicono no per paura del dolore o per problemi legati all’igiene, la maggior parte non lo pratica  perché la vede ancora come una forma di sottomissione a un desiderio maschile puramente egoista. Teniamo però conto che l’essere presa “da dietro” regala una grande suggestione ed evoca una sessualità primordiale che ci portiamo ancora dietro.

Ma da dove si può iniziare per avvicinarsi a questa pratica ? Occorre innanzitutto fare piazza pulita di tutti i pregiudizi e dei tabù mentali, perché assolutamente non vanno d’accordo con “la pratica del piacere” ( ma questo vale in genere per tutta la sessualità ). Il sesso, come tutto quello che è la nostra vita, parte dal cervello ed è pressoché impossibile vivere una corretta sessualità se vediamo ciò che facciamo come peccaminoso, incorretto e degradante.

Bisogna tenere conto che la zona dell’ano è molto più stretta e ricca di terminazioni nervose, per cui dal sesso anale, se praticato con le giuste accortezze, il piacere che ne deriva “può essere” molto più intenso sia per l’uomo che per la donna. Possiamo quindi iniziare a vedere questa pratica non solo come una sottomissione ( aspetto psicologico, comunque, gradito da molti ) ma come una ricerca del piacere anche per il nostro partner e per noi stessi.

UNA PRECISAZIONE

Prima di continuare però a scrivere questo articolo, voglio precisare per i maschietti che ci seguono che Il sesso anale non è sinonimo di omosessualità ( per essere omosessuali occorre un altro uomo ); senza distinzione di orientamento sessuale infatti la stimolazione dello sfintere anale e della prostata conferisce piacere a tutto il genere maschile. Ovviamente per “liberare la mente” occorre tempo, complicità con la propria partner e una costante applicazione.

Invece alle donne mi sento di consigliare di non praticare il sesso anale esclusivamente per compiacere il proprio partner ma di ricercare prima la necessaria apertura mentale. Se non siete convinte e meglio “dire di no”.

MEGLIO CON UN  LUBRIFICANTE

sesso anale come preparasiPer praticare il sesso anale in modo corretto, occorre far uso di lubrificanti. L’ano , al contrario della vagina, è molto più asciutto per cui, per avere una penetrazione più confortevole è necessario far uso di lubrificanti a base d’acqua. Quelli a base siliconica o oleosa indeboliscono i preservativi ( elemento necessario per l’igiene ). Bisogna ungere per bene le pareti dell’ano , le dita o il  preservativo o il giocattolo sessuale che ci apprestiamo ad usare.

COME PRATICARLO

Non possiamo praticare il sesso anale con la stessa frenesia con la quale ci si ricerca il coito vaginale. L’ano, come detto, è più stretto e asciutto e dobbiamo per cui fare le cose in modo graduale e con i giusti tempi, altrimenti la persona che viene penetrata ad ogni tentativo sentirà dolore e non sarà piacevole come invece vorremmo. Ricordiamoci, quindi, di rilassarci. Per eliminare le tensioni, bisogna contrarre la muscolatura perianale, e poi rilassarla: aiuterà sia a rilassare la zona che a prenderne consapevolezza. Non è però solo una questione anatomica, quello che conta molto è anche l’atteggiamento del proprio partner che deve farci sentire a nostro agio. Ci sono molte forme per giocare con il nostro lato b, dalle carezze anali all’analingus, alla penetrazione con dita, pene, oppure dildo, plug anale, palline tailandesi, vibratore e chi più ne ha più ne metta.  Le posizioni più indicate per avvicinarsi a questa pratica, sono tutte quelle in cui si è distesi a pancia sotto perché permettono un maggiore rilassamento della muscolatura o in alternativa sdraiati sulla schiena con le gambe sollevate e le ginocchia il più possibile appoggiate alle spalle.