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Fare sesso fa bene. Preso questo come punto fermo la strada è tutta in discesa.


fare sesso fa bene
Fare sesso anche nella società moderna è visto come una cosa peccaminosa a causa della religione che ha portato l’individuo ad avere in modo intrinseco un codice etico e morale chiuso e in qualche modo, visto i moderni studi nel settore, dannoso per se stesso.

Il sesso non è altro che una normale funzione del nostro organismo e non dimentichiamoci che anche se “Dio” ci ha fatto “a sua immagine e somiglianza” ( almeno per quelli che ci credono ) , ci ha comunque fatto con naturali pulsioni sessuali e se più o meno spesso, abbiamo voglia di godere in santa pace un sano rapporto, di qualunque genere esso sia,  evidentemente non facciamo altro che soddisfare il bisogno di tale pulsione. Del resto non possiamo certo rimaner ancora oggi ancorati a vecchie dicerie da medioevo, dove fare sesso si credeva consumasse le energie del corpo e facesse invecchiare prima, senza il non trascurabile dettaglio di finire all’inferno e bruciare in eterno fra strazianti dolori a causa della “sveltina” del giovedì sera. Ma vediamo nel dettaglio gli effetti che il sesso ha sul cervello.

E’ un anti-depressivo

Oltre all’attività fisica che male non ci fa, uno studio condotto nel 2002 su 300 donne dall’Università americana di Albany ha evidenziato che le donne che vanno sesso regolarmente e con l’uso di contraccettivi orali ( o comunque senza l’uso di preservativi ), soffrono meno di sintomi depressivi poiché nello sperma sono contenuti estrogeni e prostaglandine che hanno una forte azione antidepressiva sul corpo femminile e qui gli amanti del fellatio si posso sbizzarrire.

Aiuta a dormire

In verità più al maschio che alla donna. Secondo i ricercatori il sonno è strettamente correlato alle conseguenza dell’eiaculazione che impatterebbe sulla corteccia prefrontale, che dopo aver raggiunto l’acme del piacere sembra ‘spegnersi’ . Questo fatto, unito al rilascio di ossitocina e serotonina, potrebbe spiegare perché l’uomo crolla esanime dopo un rapporto. Quindi donne fatevene una ragione. Dopo smaterializzatevi senza le coccole. Lo fate per il benessere del vostro compagno.

Allevia il dolore

No caro, stasera ho mal di testa. Uno delle più grandi scuse di vostra moglie crolla. Uno studio tedesco in cui il 60% dei partecipanti che soffrivano di emicrania, e il 30% dei pazienti con cefalea a grappolo, se avevano un rapporto sessuale durante un attacco riportavano una remissione totale o parziale del dolore.

Altro che aspirina.

E’ come una droga perché è bello

È per questo che vogliamo farlo, il fatto è  che ci piace un sacco e per cui dedichiamo tanto tempo alla “caccia” di un partner. La sensazione di piacere che un rapporto genera è in gran parte legata al rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore che attiva nel cervello i centri della ricompensa. E’ interessante vedere anche che lo stesso effetto lo ha la nicotina. Ecco spiegata il perché “farsi una siga” dopo aver fatto sesso sia cosi in voga.

Ci sono poi una marea di studi correlati all’argomento che potete trovare in rete in primo mi sento di segnalarvi questo condotto da focus che potete trovare qui , in cui si dice che il sesso fatto regolarmente aiuta a dimostrare un’età anagrafica inferiore di circa 10 anni.

 Dateci sotto donne! non servono le creme e i trucchi. Vi serve un partner focoso. Arrivato il messaggio ?

Innamorarsi della escort di turno :

innamorarsicapita a molti uomini avvezzi al sesso a pagamento, addirittura ad uno su tre, come asserisce la rivista scientifica “Men and Masculinities” , a seguito di una elaborazione di dati.
I fattori che spingono un uomo a provare esperienze con escort sono molteplici: desiderio di sentirsi attraenti, bisogno di evadere, senso di noia, voglia di potere su una donna sempre disponibile, oppure bisogno di sentirsi capiti, magari perché non si trova più il senso della vita nel nucleo familiare. Quest’ultima inclinazione pare essere sempre più invalsa nella nostra società sfruttatrice dai risvolti tristi e solitari. Ultima tendenza che ha in sé un paradosso: da una parte, si utilizza una persona per soddisfare i propri bisogni, in linea con lo sfruttamento tipico della società narcisistica, dall’altra, in controtendenza ad essa, c’è una nostalgica ricerca di intimismo autentico.
Perché l’uomo che va con una prostituta non solo per sesso ma per essere ascoltato e capito, è un uomo che ha problemi di comunicazione con la sua compagna, la cui solitudine lo porta a cercare un’amica, un’amante, una confidente, all’interno di un rapporto che contempla solo piaceri che leniscono la frustrazione.
Messaggi dalle sfumature romantiche colorano innumerevoli siti di escort e di incontri, con commenti sulla dolcezza, cortesia e disponibilità ad abbracciare delle cosiddette “accompagnatrici”, che chiedono “rose”, non euro. Bandendo qualsiasi termine inerente alla mercificazione.
Le escort provano a snaturare la vera essenza del rapporto con il cliente, per rendere più umano e meno asettico il relazionarsi con lui, creando un’illusione di complicità, la stessa che viene confusa ed interpretata come sentimento da parte di alcuni clienti. Taluni si persuadono di essersi innamorati e cercano di trovare un riscontro, a volte con una insana ossessione, come confermano gli innumerevoli casi di uomini che si trasformano in stalker di escort frequentate. E’ importante ricordare quanto sia scorretto pretendere che un’illusione, creata appositamente per ragioni lavorative conclamate, si trasformi in realtà.
I rapporti veri vanno cercati altrove, risolvendo le eventuali problematiche legate alla comunicazione ed acquisendo una sufficiente autostima che permetta di intessere rapporti sinceri ed appaganti con le persone della propria vita.

Eiaculazione femminile, altrimenti detta “squirting” o  “gushing” è l’ espulsione di liquido dall’uretra e non dalla vagina nel momento in cui il piacere sessuale raggiunge l’apice.

Eiaculazione femminileLa annosa querelle tra chi sostiene che sia frutto di fantasia  e chi sostiene che sia reale e raggiungibile da tutte le donne (o da alcune) è ancora attuale.

Secondo un filone di pensiero,  le donne avrebbero tutte la capacità di eiaculare (per ora coinvolgerebbe solo il 10% delle donne attive sessualmente), con un po’ di pratica e di pazienza. La sollecitazione decisa dell’interno della vagina nella parte anteriore farebbe sì che le ghiandole  attorno all’uretra si riempiano di liquido simile allo sperma maschile e lo farebbero fuoriuscire con il raggiungimento dell’orgasmo, in quantità proporzionata alla grandezza delle ghiandole.

Le ghiandole interessate, battezzate nel 1860 dal ginecologo Skene con il suo nome, furono individuate nel XVII secolo dall’anatomista olandese Regnier de Graaf e furono equiparate dallo stesso alla prostata maschile, analogia poi  suffragata dagli studi recenti della medicina  moderna.

Molti, già a partire dalla metà degli anni 50 con Kinsey, negarono l’esistenza dell’eiaculazione, definendolo un termine improprio  per indicare le secrezioni espulse con una certa forza.

Nel 1981 si  analizzò, per la prima volta, il liquido emesso dalla donna per appurarne la provenienza e la composizione.  L’analisi in laboratorio dimostrò che il liquido conteneva sostanze contenute nell’urina, ma che in più era presente un antigene specifico della prostata (PSA).

Le analisi successive condotte negli anni a seguire indicano che lo squirting è essenzialmente un’emissione involontaria di urina nel corso dell’attività sessuale, accompagnata in molti casi da un contributo marginale di secrezioni prostatiche all’interno del liquido emesso.

Concludendo, oggi si potrebbe riconoscere che l’eiaculazione femminile esiste ed è prodotta dalle ghiandole di Skene (prostata femminile) e che stimolando il “punto G” – ubicato a circa 2,5 cm all’interno della parete anteriore della vagina – si favorisce la secrezione del liquido all’interno dell’uretra che può essere espulso durante l’eiaculazione. Tale eiaculazione, a causa delle grandi differenze della microanatomia femminile,   non può essere raggiunta da tutte le donne.

E’ importante rimarcare che per una vita sessuale appagante è fondamentale l’orgasmo, non la eiaculazione.

Purtroppo dalle ricerche di settore emerge che il 30,1% lamenta problemi di orgasmo e che alcune donne non l’hanno mai provato, nonostante esso sia raggiungibile proprio da tutte. Con la giusta predisposizione fatta di serenità, coinvolgimento e abbattimento di barriere mentali.